
Introduzione.
In un suo recente post il giornalista Maurizio Blondet fa notare che tutta questo clamore mediatico intorno alle dichiarazioni di Giuliano Amato potrebbero avere un altra valenza. Il fine analista punta l’attenzione su un articolo, vecchio ormai di 10 anni, dove secondo lui potrebbero risiedere quelle che sarebbero le vere cause che si vogliono continuare a coprire. L’articolo intitolato “Ustica: la strage di Israele insabbiata dalla NATO”, scritto da Gianni Lannes e pubblicato su “Su la testa” il 2 settembre 2013, affronta una vicenda oscura e controversa: il misterioso abbattimento del volo DC9 Itavia nel 1980 sopra l’isola di Ustica. L’autore esamina la complessa trama di eventi che circondano questa tragedia aerea e suggerisce che l’azione potrebbe essere stata causata da una serie di motivi geopolitici, tra cui il trasferimento segreto di tecnologia nucleare in Iraq.
Il segreto dei segreti.
L’articolo di Lannes inizia con l’affermazione di Leonardo Sciascia che definisce l’Italia come “un paese senza verità”. Questo serve da introduzione per esporre la strage di Ustica come un evento di guerra durante un periodo di pace, che coinvolge 81 vittime, compresi bambini, e il coinvolgimento di importanti attori internazionali. L’autore suggerisce che la causa principale dietro l’abbattimento del volo DC9 Itavia era il trasferimento segreto di tecnologia nucleare in Iraq, che coinvolgeva contratti miliardari passati attraverso la filiale USA della BNL di Atlanta.
Tuttavia, il governo israeliano, sotto la leadership di Begin, vedeva questa situazione come una minaccia e cercò di sabotarla in vari modi, incluso l’abbattimento del DC9 Itavia. Due piloti italiani, Naldini e Nutarelli, intercettarono gli aerei da guerra israeliani quella sera, ma furono allontanati prima che il DC9 fosse abbattuto. L’autore suggerisce che queste azioni facevano parte di una campagna più ampia da parte di Israele per impedire il trasferimento di tecnologia nucleare in Iraq.
Il segreto di stato e la verità insabbiata.
L’articolo evidenzia che la verità sulla strage di Ustica è stata costantemente nascosta attraverso depistaggi, omissioni, ritardi e coperture istituzionali. I magistrati italiani che stavano indagando sulla strage hanno incontrato ostacoli e sono stati frustrati nel loro tentativo di far emergere la verità. L’autore sottolinea che il segreto NATO sembra essere un muro impenetrabile che ostacola la ricerca della verità.
Missili in fondo al Tirreno: filmati ma non recuperati.
L’articolo menziona che i tentativi di recuperare i missili che hanno abbattuto il DC9 Itavia sono stati ostacolati. Un sommergibile francese, il Nautile, aveva individuato due missili nel Mar Tirreno, ma le ricerche sono state sospese in modo inspiegabile. Le successive operazioni di recupero non hanno avuto successo nel recuperare i missili. L’autore suggerisce che la presenza di questi missili dimostra che l’abbattimento del DC9 è stato causato da un missile, non da un impatto.
Post scriptum.
L’articolo termina con un resoconto personale dell’autore che ha riportato le sue scoperte alle autorità giudiziarie, incluso il coinvolgimento di testimoni chiave, ma senza risultati significativi. L’autore sottolinea l’importanza di rendere pubbliche queste informazioni, anche se ciò potrebbe essere pericoloso, poiché ritiene che l’Italia sia un paese con una sovranità limitata e che coloro che toccano i segreti della NATO possano morire come già successo ad Aldo Moro.
