Fauci dichiara: Lockdown assolutamente giustificati. Saranno riutilizzati per forzare le vaccinazioni!


Nell’ambito di un evento virtuale universitario intitolato “Lezioni apprese dalla pandemia e ruolo del corpo docente nella preparazione alle pandemie”, l’ex funzionario governativo in pensione Anthony Fauci ha espresso apertamente il suo sostegno ai blocchi della società come misura di contenimento virale e ha addirittura suggerito l’utilizzo di nuove chiusure al fine di promuovere le vaccinazioni.

L’evento, nel quale Fauci ha partecipato in veste di affiliato dell’Università di Georgetown, ha dato spazio a un dialogo che ha sollevato domande fondamentali riguardo al suo punto di vista sulle misure di lockdown e alla sua opinione sull’utilizzo dei medesimi al fine di ottenere l’adesione forzata alle campagne di vaccinazione.

Nell’ambito dell’intervista, Fauci ha dichiarato, mentendo palesemente, che New York City era stata travolta dall’emergenza sanitaria, arrivando persino a menzionare “camion frigoriferi parcheggiati per le strade a causa della mancanza di spazi per le salme”.

“Ho sostenuto che fosse necessario adottare un’azione immediata per contrastare l’avanzata incontenibile delle infezioni”, ha affermato, aggiungendo: “Il lockdown era senza dubbio giustificato”.

Ha proseguito descrivendo il lockdown come uno strumento essenziale per scopi quali l’acquisizione di ventilatori e il potenziamento delle strutture ospedaliere in assenza di vaccini, con l’obiettivo di alleggerire la pressione sugli ospedali.

Tuttavia, le dichiarazioni di Fauci non si sono fermate qui. Ha proposto l’idea di ricorrere ancora ai lockdown appena i nuovi vaccini fossero disponibili, allo scopo di accelerare la vaccinazione di massa.

Mentre respingeva l’opinione che i blocchi rappresentassero una questione morale, Fauci ha sottolineato che questi ultimi avrebbero avuto una funzione definita, benché non permanente.

Durante il prosieguo della conversazione, il ben noto ex capo del NIAID (Istituto Nazionale per le Allergie e le Malattie Infettive) ha inaspettatamente associato l’andamento dei focolai al “cambiamento climatico”, sottolineando la necessità di un impegno internazionale per ridurre l’impatto delle attività umane sull’ambiente, al fine di evitare fenomeni meteorologici estremi.

Infine, Fauci ha attribuito addirittura la tragedia occorsa a Maui al “Climate Change”, lasciando intendere un nesso tra i disastri naturali e il contesto ambientale più ampio.

L’evento ha generato discussioni significative riguardo all’approccio di Fauci alla gestione delle crisi sanitarie e alla sua prospettiva sulla relazione tra pandemie e cambiamenti climatici, suscitando interrogativi su come tali vedute possano influenzare le future decisioni politiche e sanitarie.

Purtroppo, dopo quasi 3 anni, ci ritroviamo ancora a dover riaffrontare lo spettro delle chiusure imposte dallo stato per fantomatiche influenze. Però, una differenza, oggi, c’è. C’è la consapevolezza, raggiunta ormai da milioni di individui, in merito al vero volto delle istituzioni sia politiche che sanitarie. Molte persone, ora, non si faranno trovare impreparate di fronte alla arrogante violenza dei governi. Ormai pienamente manifesta e conclamata!

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